Manifesto.

Polis è una forza popolare e democratica che nasce dall'amore per la nostra terra,
consci che un' epoca sta tramontando, con le sue belle e brutte stagioni,ma anche fiduciosi che la nuova, grazie alla partecipazione di tutti, possa essere migliore.
Noi crediamo nei valori di onestà e solidarietà che le donne e gli uomini del passato di Faicchio ci hanno trasmesso.
Noi crediamo nelle capacità e nella determinazione con cui questa nuova generazione affronta le difficili sfide del nostro tempo.
Noi crediamo nel nostro territorio, nelle sue innumerevoli bellezze naturali, nelle sue tradizioni e nella sua importante storia.
Per tutti questi motivi, riteniamo che è nostro dovere storico, oggi più di ieri, difendere questa nostra terra sacra dai pericolosi tentacoli di forze eversive e dal degrado sociale e culturale in cui rischia di precipitare.
Così liberamente si diffonde nella nostra comunità una nobile e moderna visione del bene comune depurata dalle vecchie logiche della politica clientelare e affaristica.
E' un rinnovamento culturale quello che i giovani di Faicchio intendono propagare dovunque ci siano altre orecchie in grado di recepire.
E' necessario dunque risvegliare quel senso di responsabilità soprattutto nella parte sana di questo paese, perchè è giunto il momento di creare quella società giusta, di eguali e meritocratica di cui questa nobile comunità è degna.


Faicchio, 15 Luglio 2008

I fondatori:
Giovanni Palmieri, Emanuele Porto.
Questo progetto vuole essere uno spazio aperto, che vada oltre le idee politiche, siano di destra o di sinistra e che vuole coinvolgere chiunque voglia, senza pregiudizi, chi ha idee diverse, dando voce a chi vuole, ai cittadini e a chiunque interviene o segue questo blog.

giovedì 22 ottobre 2009

L'ospedale di Cerreto Sannita: perchè opporsi alla chiusura...

di Gianluca Guarnieri.

XVI secolo, Cerreto Sannita già vantava di un ospedale pubblico.
Nella storica Cerreto Sannita “l’ospedale” era ubicato in una casa accanto alla chiesa di San Leonardo successivamente Cattedrale, tutto quanto gestito dall'Universitas che annualmente esibiva un rendiconto degli introiti al Vescovo e 3 carlini ogni settimana ai padri del Santuario della Madonna delle Grazie per la cura spirituale dei ricoverati.
In seguito a terremoti e altri eventi la struttura cambiò per ben 3 volte sede, eravamo nei primi del 1700.
1984, Cerreto Sannita può vantare finalmente di una nuova struttura ospedaliera all’avanguardia, nasceva il presidio ospedaliero Madonna delle Grazie.
Un successo, una comodità assoluta, una tranquillità per l’intera popolazione della valle Telesina per questa meravigliosa struttura che sorgeva non lontano dai paesi della valle.
La struttura conta Pronto Soccorso, Unità Operativa Complessa Diagnostica di Laboratorio, Unità Operativa Complessa Diagnostica per Immagini, "Unità di raccolta fissa" per la donazione di sangue umano, unità Operativa Complessa Anestesia e Rianimazione( questa si dice costata quasi 2 mlrd ma mai andata in funzione causa mancato collaudo), Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale, Unità Operativa Complessa di Ortopedia e Traumatologia, Unità Operativa Complessa di Medicina Interna e Specialistica, Unità Operativa Complessa di Cardiologia, Unità Operativa di Oncologia.
Insomma c’è tutto o quasi, si sa l’attesa per un collaudo potrebbe essere davvero lunga, beh si parlava ancora di Lire.
Oggi la situazione del presidio si aggrava quotidianamente.
La legge regionale 16/08 è una legge che opera drasticamente tagliando fondi ai servizi sanitari e quindi agli ospedali con una teoria abbastanza assurda.
Nell’ultimo periodo si è scatenata una vera e propria bufera nel circondario telesino perché una voce parlava della chiusura dell’ospedale di Cerreto.
E’ da dire che tuttora la struttura è tra le più efficienti, tranne per un collaudo alla rianimazione.
Comitati civici, gruppi spontanei, dipendenti Asl nell’ultimo periodo hanno alzato la voce facendosi sentire e chiedendo la non chiusura dell’ospedale.
Tornando alla legge 16/08, si ci chiede se chi l’ha attuata pensi alle oltre 50.000 utenze che per ricevere assistenza dovrebbero percorrere almeno 30,40 km, si questa meta per raggiungere Sant’Agata de’ Goti.
Proprio in questa zona è sorto da poco il nuovo ospedale S.Alfonso Maria de’ Liguori, struttura moderna interessante nuova…
Ma immaginate una povera moglie di Pietraroja che magari dovrebbe assistere il povero coniuge malato a quasi 50 km di distanza, a differenza dei 15 per raggiungere Cerreto. E’ solo un esempio, si parla di ben 18 comuni interessati dalla chiusura.
Ora cosa bisogna fare?
Parlare di cattiva politica, di poco interesse(dei pezzi grossi), di taglio dei fondi sanitari in modo incomprensibile o stare zitti e subire?
Abbiamo diritto alla sanità.
il Servizio sanitario nazionale (SSN) è il complesso delle funzioni e delle attività assistenziali svolte dai servizi sanitari regionali, dagli enti e istituzioni di rilievo nazionale e dallo Stato, volte a garantire la tutela della salute come diritto fondamentale dell'individuo ed interesse della collettività, nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana (art. 1 del D.Lgs. 502/1992).
Giustamente se nessuno ci ascolta potrebbe sembrar inutile urlare, e non si puo’ nemmeno passare di casa in casa come succedeva in antichità, o forse qualcosa sta di nuovo tornando come prima, si ltiga per una casa con l’ospedale all’interno.
Resta purtroppo il fatto che quella moglie dovrà sacrificarsi per suo marito che è lontano da lei.

domenica 18 ottobre 2009

Contro il malaffare più controlli sulla politica.

La Corte dei Conti ci dice che l'illegalità economica nel nostro Paese è così estesa da giustificare colpi di spugna per favorire il rientro nell'economia di capitali occultati e spesso illeciti.
Il tema della corruzione è scomparso dall'agenda politica mentre l'Ocse nel rapporto del 2009 classifica l'Italia quale Paese "estremamente corrotto", largamente il più corrotto tra i Paesi industrializzati. Eppure questo fenomeno sembra non interessar nessuno. Nemmeno ai cittadini, sottoposti in questo modo a una "tassa immorale e occulta prelevata dalle loro tasche", stimata in 1000 euro annui a persona e che potrebbero servire invece a pagare l'enorme debito pubblico italiano.
La responsabilità principale di questa situazione è della politica: è grazie ai "colletti bianchi", amministratori, funzionari di banca, consulenti, tecnici spesso organizzati in vere e proprie associazioni a delinquere che la politica corruttiva può nascere e espandersi. E poi: la politica non ha mai espresso una volontà netta di impegno per l'affermazione della legge e delle regole, aprendo in più casi le porte delle Istituzioni ai delinquenti.
Questa deriva si ferma soltanto con un controllo di legalità serrato sull'operato della politica. Il compito di controllare ovviamente spetta al cittadino. E' un compito della società. Nostro. Di tutti.
Le continue operazioni degli organi di polizia e inquirenti, in tutte le regioni, sono una testimonianza di un ripristino della legalità che però non può ridursi esclusivamente a questo.
A questo bisogna aggiungere il dovere di ogni persona di collaborare. E' la coscienza di ognuno che dovrebbe indignarsi, che deve capire che il consenso non può giustificare la colonizzazione delle Istituzioni da parte di affaristi e faccendieri d'ogni tipo.
E' la coscienza di ognuno che deve spingere tutti a schierarsi contro il malaffare che pervade le nostre terre. Indistintamente. Non si pensi che esistano isole felici. Perchè non ne esistono. Però ci sono tante persone che pensano che la libertà e i valori si antepongono al compromesso e alla politica collusa. E da questi bisogna partire. Senza farsi aggirare da chi vorrebbe cambiare la Costituzione perchè si sente sopra la legge, che vorrebbe una giustizia ingiusta che colpisca solo i ladri di polli e assicuri impunità ai colletti bianchi della politica, della grande imprenditoria, della finanza. Minacciando riforme della giustizia e del processo penale che a nulla servono.
Servono le riforme per snellire le lungaggini processuali e garantire al cittadino il diritto ad una sentenza definitiva e alla risoluzione delle controversie in tempi brevi. La verità è che ad una certa politica queste che sarebbero "vere riforme" non vanno bene: semplicemente perchè i tempi sarebbero più brevi, la giustizia italiana funzionerebbe meglio, l'efficacia aumenterebbe e tanti reati non sarebberp sanabili facilmente tramite amnistie, indulti e prescrizioni varie.
L'Italia, le nostre terre, potranno avere un futuro se la cittadinanza non cadrà nel tranello secondo cui la giustizia rappresenta un ostacolo alla privacy e all'indipendenza dell'individuo, pretesto per giustificare l'abolizione delle intercettazioni per talune indagini (sempre per proteggere una certa politica compromessa: è una truffa!) Si vuole imporre oggi nell'opinione pubblica un modello negativo che tende a prevalere e che tende ad opporre il cittadino al rispetto della legge e a giustificare chi le tasse non le paga, chi corrompe, chi truffa i contribuenti o nei peggiori casi truffa lo Stato: come tutte le inchieste sulle tangenti, del passato e di oggi, dimostrano.
Questo modello negativo mira a ridurre la fiducia dei cittadini nella giustizia. Perchè la politica collusa vuole una giustizia forte con i deboli e una giustizia debole con i forti. Bisogna opporsi a progetti devianti di questo tipo e il primo passo per farlo risiede nella dignità di ogni cittadino di non farsi pestare dagli abusi del potere, spesso esercitato da soggetti spudorati. Serve la partecipazione attiva ad un processo di presa di coscienza e di difesa del rispetto dei diritti che vanno garantiti ad ogni persona. E primo tra questi diritti che va garantito è il diritto alla libertà che la politica compromessa ti toglie: perchè permette che il furbo abbia sempre la meglio sull'onesto, che la menzogna prevalga sulla verità. Perchè permette che il male si trasformi in bene. Ed è così che stanno distruggendo la società, noi tutti.
E non ce ne rendiamo conto. Perchè un popolo che va perdendo la libertà e ipocritamente si nasconde dietro il vessillo della libertà è un popolo che non sa cos'è la libertà.
Perciò serve una resistenza civile. Non abbassare la testa. Svegliarsi. Non pensare che quel che accade non ti riguarda. Perchè ti riguarda e perchè non dobbiamo permettere che arrivi il giorno in cui i giovani e i deboli, gli onesti debbano tacere e sottostare a usurpatori e delinquenti d'ogni tipo.
Non pensiamo che i luoghi nei quali siamo nati e in cui viviamo, quelli in cui abbiamo vissuto e quelli in cui lavoriamo siano il paradiso in terra perchè laddove vi è sempre stato e vi è il silenzio si annida il seme del male. E' il tempo di aprire gli occhi, di dare forza alla carica dirompente della parola: è questo il modo per contribuire oggi a salvare il nostro domani, il futuro. E' questo il modo per operare un controllo serrato sulle scelte della politica perchè il bene, i valori, la libertà abbiano la meglio sul malaffare.
Perchè quando un individuo possiede in casa 416 mila euro e il reddito risultante in dichiarazione è di seimila euro (caso della tangentopoli beneventana: operazione telesia), la realtà non si può nascondere.
Ma questa realtà tutti insieme possiamo cambiarla: è dovere civico di ognuno. Noi possiamo farlo. Perchè siamo un popolo che guarda le cose nella loro realtà. Perchè l'Italia la vogliamo civile, libera, pulita. Perchè non vogliamo che le nostre terre diventino un giorno deserto.

domenica 27 settembre 2009

Per una nuova resistenza.

di Giovanni Palmieri.

A Roma il 26 Settembre è iniziata una nuova Resistenza. E' nato il partito delle agende rosse, simbolo di giustizia negata, simbolo di un popolo che reagisce, che vuole la verità.
Come un cittadino qualunque, come un cittadino che pensa che un popolo che se ne fotte non ha dignità appoggio la nuova resistenza, quel movimento ideal-popolare in cui la gente onesta oggi non può non riconoscersi e attraverso il quale si chiede giustizia in nome di chi è morto per lasciarci un Paese in cui poter vivere.

Non ci sto a subire passivamente la storia. La storia di quest'Italia misteriosa nelle mani di demiurghi che manovrano il nostro Paese, la nostra civiltà, la nostra libertà.
Sono indignato perchè credo che sia un dovere di ognuno di noi opporci a chi ci piscia addosso e ci dice che sta piovendo.

Il mondo, l'Italia è un posto pericoloso. Non a causa di quelli che compiono azioni malvage ma a causa di quelli che osservano senza dire nulla.In fondo è questo il motivo per il quale le piazze fanno paura: fanno paura perchè in piazza ci siamo noi. Persone che non accettano passivamente la menzogna. Persone che non osservano senza dire nulla ma chiedendo giustizia e verità. Perchè rivendichiamo la nostra libertà, perchè vogliamo avere il diritto di vivere in un Paese civile che altri usano e altri ancora vorrebbero usare come il giardino di casa propria.

La piazza oggi fa paura perchè è libera e indipendente. Perchè i nostri eroi non sono Mangano e i suoi amici ma i nostri esempi sono Pio La Torre e Carlo Alberto Dalla Chiesa, Rocco Chinnici, Don Peppe Diana e Don Puglisi, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. E facciamo paura perchè chiediamo verità. Verità su cosa è successo. Dov' finita quell'agenda rossa? Fu tale o il periodo stragista fu costruito a tavolino già da prima?

Il popolo vuole la verità che la politica mafiosa non vuole darci. L'Italia è un Paese sventurato perchè, come diceva Brecht, ha bisogno di eroi. Eppure quest'Italia avrebbe tanto bisogno di persone normali, di uomini e di donne che credono in quel che fanno, nelle loro idee. E' questa la base della moralità umana come soleva dire anche Falcone.
Ecco perchè noi dobbiamo resistere. Perchè la resistenza differenzia l'uomo dal gregge. Resistere oggi è un imperativo! Noi resistiamo perchè si getti un fascio di luce sulle fasi oscure della storia d'Italia e perchè questa seconda repubblica criminale, sorella della prima, nata sul sangue di uomini veri lasci spazio una volta per sempre ad una Repubblica democratica, libera.
Noi resistiamo perchè chi sa parli!

Il grande Montanelli diceva che in molti casi la servitù non è una violenza dei padroni ma una tentazione dei servi. E oggi quei servi che hanno tradito l'Italia, quei falsi servitori dello Stato e delle Istituzioni, nostri indegni rappresentanti che si sono rifugiati e hanno trovato protezione nel sistema castale della politica mafiosa dovrebbero parlare. Anzichè tacere. Anzichè preferir morire da vigliacchi. Da mafiosi. Perchè il silenzio è mafioso.

E a noi non tocca che resistere perchè siamo uomini e non gregge, perchè crediamo che la giustizia vada cercata e perchè ci opponiamo a quella politica collusa, a quei potentati economici e a quei gruppi di affari che negli anni hanno scritto la storia e che ancor'oggi gestiscono molto spesso le nostre sorti di cittadini.
Deve cominciare una nuova resistenza. La Resistenza di chi non ci sta. La Resistenza di cittadini liberi che chiedono di essere governati da persone per bene, da statisti e non da massoni, non da affaristi d'ogni tipo.

Le vere bombe non sono quelle con cui i sistemi criminali che pervadono la penisola hanno fatto saltare in aria Paolo e hanno seminato terrore. Le vere bombe sono le nostre idee, le nostre coscienze. Le vere bombe sono le idee dei martiri uccisi perchè semplicemente combattevano per un Paese civile e per la giustizia. Per la libertà.

E' dovere nostro, della società civile, far camminare queste idee ed affermarle. Opponendoci con tutti i mezzi che abbiamo , con le nostre forze, con i nostri cuori. Non accettando i sorprusi della politica mafiosa che ha permesso a delinquenti d'ogni tipo di entrare nelle Istituzioni. Dicendo NO alla politica compromessa e buttando via quei politici che non sanno dire NO. Perchè se non sanno dire NO, non servono.
Oggi siamo orfani di politica. Ormai vale solo lo scambio di favori, il puzzo del compromesso, l'idea terribile che tanto si può comprare tutto e tutto si può vendere. Non solo le donne, ma anche i voti, il consenso, la morale e la giustizia, la verità!

Perciò UNIAMOCI, MOBILITIAMOCI, LOTTIAMO.
In quest'Italia senza memoria dove tutto può accadere e non stupire. E dove a forza di stupori ci si è istupiditi. Oggi l'Italia di chi crede che la storia di questo Paese possa essere ancora svelata, cambiata e rivoluzionata afferma con forza il suo grido di giustizia e di resistenza.

Grasso qualche tempo fa, ad un convegno, disse che la vita vale per i valori in cui si crede. Bene. Oggi è chiaro a tutti quali sono i valori del popolo delle agende rosse. I valori dell'Italia onesta. Oggi è chiaro a tutti quali sono i nostri valori. E' chiaro a tutti che un'Italia che grida c'è.

Gridiamo forte che vogliamo giustizia, che vogliamo libertà, che vogliamo l'alternativa possibile per cambiare i destini del nostro Paese. Alternativa che oggi può cominciare a realizzarsi. Gridiamo forte che c'è un'Italia che resiste e che non si ferma. Un'Italia che cammina verso quel fresco profumo di libertà....

venerdì 17 luglio 2009

Lotta alla povertà?

di Giovanni Palmieri.
Per fare qualche riflessione...
"Incre
dibile, ma vero. Il G8 costa più dell'intero bilancio che l'Italia dedica alla lotta alla povertà. 400 milioni di euro contro i miseri 321,8 milioni stanziati quest'anno dal governo italiano per lottare contro la morte per fame e la miseria nel mondo".

giovedì 28 maggio 2009

Biomasse nel Sannio. Si del Governo. Provincia sul piede di guerra. Si faccia di tutto per evitare lo scempio dei nostri territori. Opponiamoci!

di Redazione.
Eppure sarebbe il tempo di iniziare a investire sulle energie rinnovabili...
Il Governo Berlusconi sblocca la situazione per la centrale per la produzione di energia rinnovabile da biomasse da insediare nel comune di San Salvatore Telesino. La notizia è stata data ieri dalle colonne della pagina napoletana del quotidiano “La Repubblica” ed è stata confermata oggi dall’assessore all’Ambiente della Provincia di Benevento, Gianluca Aceto. L’8 maggio scorso, il sottosegretario di Stato all’emergenza rifiuti in Campania, Guido Bertolaso, ha scritto una lettera all’Abm, azienda pubblica della Provincia di Bergamo interessata al progetto “Vocem” sul territorio sannita. L’esponente dell’esecutivo nazionale informa la società che “la travagliata vicenda sembra avviarsi a compimento”, rivelando “l’interessamento del sottosegretario alla presidenza del Consiglio dottor Gianni Letta”: via libera alla centrale da biomasse anche perché l’Abm ha i soldi pronti, 50 milioni per realizzare l’opera.
Nel 2005 ne aveva già acquisiti 12 in fondi europei ma tutto si era bloccato. Il sottosegretario Letta, spiega oggi l’assessore Aceto, è intervenuto a inizio marzo. Quindi è già alcuni mesi che la vicenda ha avuto uno sviluppo nonostante l’opposizione di numerosi comitati civici locali oltre che della Rocca dei Rettori. Il rappresentante della Giunta Provinciale annuncia azioni clamorose contro la decisione interventista del Governo anche se preferisce non rivelare i particolari per meglio studiare le carte. Certamente non ha gradito il movimentismo di Bertolaso: “In questa storia – attacca Aceto – il Governo è intervenuto a gamba tesa. Mi chiedo, poi, quali competenze abbia il sottosegretario per occuparsi dell’impianto di San Salvatore. Lui ha la delega all’emergenza rifiuti ma non sta scritto da nessuna parte che abbia la competenza nel settore energetico. Noi, come Provincia, manteniamo la nostra contrarietà e i nostri dubbi li abbiamo già espressi sul tavolo regionale ma a questo punto porteremo avanti la protesta, se sarà necessario con azioni clamorose”.

lunedì 25 maggio 2009

Crisi economica e soluzioni...

di Giovanni Palmieri.
Riprendendo le parole di un grande economista francese, dobbiamo volere una società in cui i valori economici cessino di essere centrali o unici, dove l'economia venga rimessa al suo posto giusto come semplice mezzo della vita umana e non come fine ultimo.
Questo già potrebbe essere un ottimo rimedio e sistema di prevenzione di crisi economiche e non solo...

mercoledì 20 maggio 2009

L'informazione e l'impunito.

di Redazione.
Prima di leggere l'articolo clicca http://www.youtube.com/watch?v=zdd2_Ug32Hg e guarda il video!!!
Il corrotto condannato, il corruttore a palazzo Chigi.
Com’era prevedibile, la sentenza di primo grado del processo Berlusconi-Mills non risparmia il corruttore, nella persona del presidente del consiglio dei ministri on. Silvio Berlusconi. Le motivazioni sono state depositate a Milano. Secondo il tribunale l’avvocato Mills, che ha il torto di essere londinese, altrimenti sarebbe in parlamento, è stato corrotto da Berlusconi per testimoniare il falso in modo da consentirgli l’impunità in altri processi “o almeno il mantenimento degli ingenti profitti realizzati”. Come sappiamo, Mister B. uscì (definitivamente) dal processo, salvandosi da una condanna ancor più pesante, grazie a una legge, il famoso “Lodo Alfano”, scritta dal suo avvocato e approvata in tre settimane, come primo a fondamentale atto di genuflessione della nuova legislatura, dai suoi parlamentari su misura. Su questa legge vergogna ora gravano un referendum popolare e un procedimento di legittimità davanti alla corte costituzionale. Divertiamoci a vedere come è stata data questa notizia (che in una democrazia imporrebbe le dimissioni del “premier”) dalle varie gazzette di regime, mettendole a confronto con la stampa internazionale.